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Guide · 2026-11-03 · 6 min

Differenza tra AIA e AUA e chi rilascia le autorizzazioni

L'AIA riguarda le installazioni soggette alla disciplina integrata; l'AUA accorpa specifici titoli ambientali. Ecco presupposti, autorità e scadenze.

La differenza tra AIA e AUA riguarda presupposti e funzione: l'AIA autorizza l'esercizio delle installazioni soggette alla disciplina integrata dell'inquinamento. L'AUA accorpa invece specifici titoli ambientali per impianti non soggetti ad AIA. Il gestore deve prima verificare attività e soglie dell'allegato VIII al D.Lgs. 152/2006, poi l'eventuale applicazione del DPR 59/2013 sull'AUA.

Le sigle indicano l'autorizzazione integrata ambientale e l'autorizzazione unica ambientale. Non sono alternative da scegliere in base alla convenienza. Neppure la distinzione «AIA per grandi imprese, AUA per piccole imprese» basta a individuare il titolo corretto: conta l'inquadramento dell'installazione.

AspettoAIAAUA
PresuppostoAttività dell'allegato VIII, con le condizioni e le eventuali soglie applicabiliImpianto non soggetto ad AIA e necessità di un titolo previsto dal DPR 59/2013, considerate le eccezioni
FunzioneAutorizzare l'esercizio dell'installazione secondo la disciplina integrataAccorpare determinati titoli ambientali
AutoritàStatale oppure individuata dalla normativa regionale o delle Province autonomeProvincia o diversa autorità individuata dalla normativa regionale
Ruolo del SUAPNon determina da solo la competenza AIARiceve l'istanza e rilascia il provvedimento adottato dall'autorità competente
Rinnovo o riesameRiesame con valenza di rinnovo, anche in relazione alle conclusioni BATDurata di 15 anni, con domanda di rinnovo almeno sei mesi prima della scadenza

I riferimenti del confronto sono gli articoli 5, 7 e 29-octies del D.Lgs. 152/2006 e gli articoli 2, 3, 4 e 5 del DPR 59/2013.

Quando serve l'AIA e quando l'AUA

Per l'AIA, il controllo parte dall'attività svolta. L'allegato VIII comprende settori energetici, metalli, prodotti minerali, chimica, rifiuti e altre attività. Occorre leggere la categoria pertinente, senza cercare una soglia unica per tutti gli impianti. Alcune categorie non hanno un limite numerico. Per la chimica del punto 4, per esempio, conta la produzione su scala industriale mediante trasformazione chimica o biologica. L'allegato contiene anche regole di somma delle capacità ed esclusioni per ricerca, sviluppo e sperimentazione di nuovi prodotti e processi. Fonte: allegato VIII.

Un caso concreto è il trattamento superficiale di metalli o materie plastiche mediante processi elettrolitici o chimici. Il punto 2.6 indica vasche di trattamento con volume superiore a 30 m³. Quel dato va confrontato con l'attività effettiva e le regole applicabili, senza ricavarne da solo una conclusione sull'intero sito. Fonte: allegato VIII, punto 2.6.

Il perimetro conta. La definizione di installazione comprende anche attività accessorie tecnicamente connesse che possono influire sulle emissioni e sull'inquinamento. Possono rientrarvi attività svolte da un diverso gestore. Limitare l'esame al singolo macchinario rischia quindi di escludere parti rilevanti dell'installazione. Fonte: art. 5, lettere i-quater e o-bis.

Per l'AUA, essere fuori dall'AIA non basta. Va verificata la necessità di rilascio, rinnovo o aggiornamento di almeno uno dei titoli dell'art. 3. Inoltre, l'AUA non è riservata soltanto alle PMI: una PMI soggetta ad AIA non può scegliere l'AUA per questo solo motivo. Fonti: ambito del DPR 59/2013 e art. 3.

Quali titoli comprende l'AUA

L'AUA accorpa specifici titoli, tra cui autorizzazioni agli scarichi, emissioni in atmosfera, comunicazioni o nulla osta acustici. Comprende anche comunicazioni per l'utilizzazione agronomica, autorizzazioni all'utilizzo dei fanghi di depurazione in agricoltura e comunicazioni sui rifiuti degli articoli 215 e 216. Quest'ultimo riferimento non equivale a includere qualsiasi autorizzazione sui rifiuti. Fonte: art. 3, comma 1.

L'elenco comprende anche le lettere g-bis e g-ter, aggiunte ai sette titoli originari. Riguardano rispettivamente l'autorizzazione dell'art. 26 e la notifica di pratica dell'art. 24 del D.Lgs. 101/2020. Inoltre, Regioni e Province autonome possono individuare ulteriori atti includibili. Per preparare la domanda, va quindi consultato l'elenco applicabile al caso, non una lista ferma al testo originario. Fonti: art. 3 e art. 72 del D.Lgs. 203/2022.

Esistono eccezioni. Se l'attività è soggetta soltanto a comunicazione o autorizzazione generale, il gestore può non avvalersi dell'AUA. Resta il passaggio tramite SUAP. Per i progetti sottoposti a VIA, l'esclusione dall'AUA dipende dall'effetto del provvedimento finale. Deve comprendere e sostituire tutti gli altri assensi ambientali, secondo la disposizione statale o regionale. Non ogni VIA esclude quindi l'AUA. In caso di verifica di assoggettabilità, la richiesta AUA segue la decisione di non assoggettamento. Fonti: DPR 59/2013, art. 1 e art. 3, commi 3 e 4.

Chi rilascia l'AIA e chi rilascia l'AUA

Per l'AIA statale, l'art. 7 richiama le attività dell'allegato XII e le modifiche sostanziali, oltre alla fattispecie degli impianti dichiarati di interesse strategico nazionale prevista dalla norma. Il rilascio spetta al competente direttore generale del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, MASE. Non basta quindi applicare una soglia generica per decidere tra Stato e territorio. Fonte: art. 7, commi 4-bis e 5.

Per le attività dell'allegato VIII non comprese nell'allegato XII, occorre individuare l'autorità prevista dalla normativa regionale o delle Province autonome. «AIA regionale» non significa necessariamente che firmi direttamente la Regione. Prima di presentare l'istanza, verifica l'ente competente per il territorio e gli eventuali casi speciali. Fonte: art. 7, commi 4-ter e 6.

Per l'AUA, l'autorità competente è la Provincia o la diversa autorità individuata dalla normativa regionale. Il SUAP è il punto unico di accesso: riceve l'istanza e la trasmette. L'autorità competente adotta il provvedimento, che il SUAP rilascia secondo il procedimento previsto. Confondere questi passaggi porta ad attribuire al Comune una valutazione ambientale che non gli spetta automaticamente. Fonti: art. 2 e art. 4.

Durata dell'AUA e riesame dell'AIA

L'AUA dura 15 anni dalla data di rilascio. La domanda di rinnovo va presentata almeno sei mesi prima della scadenza, tramite SUAP. In attesa del rinnovo richiesto nei termini, la norma disciplina la prosecuzione dell'attività, fatta salva la diversa disciplina settoriale. Prevede anche ipotesi di rinnovo o revisione anticipati: i 15 anni non escludono interventi prima della scadenza. Fonti: art. 3, comma 6 e art. 5.

Per l'AIA si parla invece di riesame con valenza di rinnovo. Il termine ordinario per il riesame dell'intera installazione è di 10 anni dal rilascio o dall'ultimo riesame complessivo. Alle condizioni previste dalla norma, diventa di 16 anni per EMAS e 12 anni per UNI EN ISO 14001. Questi termini non escludono altri obblighi o riesami anticipati. Fonte: art. 29-octies, commi 3, 8 e 9.

Le condizioni AIA hanno come riferimento le conclusioni sulle migliori tecniche disponibili, dette BAT. La pubblicazione delle conclusioni BAT sull'attività principale comporta riesame e adeguamento entro quattro anni. Esistono ulteriori cause di riesame anticipato. Fonti: art. 29-bis e art. 29-octies.

Dire che l'AIA «non scade mai» è quindi fuorviante. Per il riesame periodico, l'omessa domanda nel termine previsto fa intendere l'autorizzazione scaduta. La prosecuzione sul titolo posseduto fino alla pronuncia sul riesame è regolata dal comma 11. Fonte: art. 29-octies, commi 5 e 11.

Come individuare il percorso per l'impianto

Puoi consultare la risposta di RegAffairs AI sulla differenza tra AIA e AUA come esempio di risposta al quesito, non come autorizzazione per un impianto concreto.

Parti dalle attività e dalle capacità dell'installazione, comprese le connessioni tecniche rilevanti. Confrontale con l'allegato VIII e verifica la competenza statale o territoriale. Se l'impianto non è soggetto ad AIA, individua i titoli necessari e controlla presupposti ed eccezioni dell'AUA. Consulta poi le istruzioni dell'autorità competente per il territorio. Riferimenti: allegato VIII, art. 7 e art. 3 del DPR 59/2013.

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