Malattia professionale definizione e differenza con l'infortunio
La malattia professionale è un'infermità contratta a causa del rischio delle lavorazioni. Definizione INAIL, tabelle 2023 e differenza con l'infortunio.
Malattia professionale, definizione ed esempi INAIL
La malattia professionale, o tecnopatia, è "un'infermità contratta nell'esercizio e a causa del rischio insito nelle lavorazioni svolte". Questa definizione dell'INAIL la distingue dall'infortunio: la causa agisce "lentamente e progressivamente sull'organismo" (INAIL).
La base legale è l'art. 3 del DPR 1124/1965: l'assicurazione INAIL è obbligatoria per le malattie "contratte nell'esercizio e a causa delle lavorazioni" indicate in tabella. Per l'agricoltura vale l'art. 211, con una tabella propria.
Differenza tra infortunio e malattia professionale
L'art. 2 del DPR 1124/1965 copre gli infortuni "avvenuti per causa violenta in occasione di lavoro". Nell'infortunio la causa è violenta e concentrata nel tempo. Nella malattia professionale agisce lentamente: è una causa "diluita" (INAIL).
Le infezioni contratte sul lavoro sono trattate come infortuni, perché "la causa violenta è equiparata a quella virulenta" (Circolare INAIL n. 7/2024).
Quando una malattia si considera professionale
In Italia vale un sistema di tutela "misto" (INAIL). Le malattie professionali si distinguono in tabellate e non tabellate.
Una malattia professionale tabellata compare nelle tabelle allegate al testo unico. Oggi sono quelle del DM 10 ottobre 2023, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 270 del 18 novembre 2023. Hanno sostituito le tabelle del DM 9 aprile 2008 e si applicano ai casi denunciati dal 19 novembre 2023 (avviso INAIL). Le tabelle indicano la malattia, le lavorazioni a rischio e il periodo massimo di indennizzabilità dalla cessazione della lavorazione (Circolare 7/2024).
Per le malattie tabellate opera la presunzione legale d'origine. Secondo la Circolare 7/2024 servono tre condizioni insieme:
- la patologia indicata in tabella;
- l'adibizione "abituale e sistematica" alla lavorazione in tabella;
- la manifestazione entro il periodo massimo di indennizzabilità.
L'INAIL può superare la presunzione provando, per esempio, l'assenza di esposizione concreta, o che la patologia derivi "in via diretta ed esclusiva" da una causa extralavorativa (Circolare 7/2024). Può anche provare che la lavorazione non era abituale e sistematica.
Le malattie non tabellate sono coperte anche loro, dal 1988. La Corte costituzionale, sentenza n. 179/1988, ha esteso la tutela alle malattie diverse da quelle in tabella, "purché si tratti di malattie delle quali sia comunque provata la causa di lavoro". L'art. 10 del D.Lgs. 38/2000 lo conferma: l'onere della prova è del lavoratore.
Le tabelle non vanno confuse con l'elenco dell'art. 139. Quell'elenco fissa l'obbligo di denuncia per il medico. La versione in vigore è il DM 15 novembre 2023 (GU n. 10 del 13 gennaio 2024), diviso in tre liste: origine lavorativa di elevata probabilità (Lista I), limitata probabilità (Lista II) e possibile (Lista III). Una malattia in Lista I non è per questo tabellata.
Esempi di malattia professionale
Tra le malattie tabellate ci sono il tumore maligno del polmone da radon, l'epatocarcinoma da cloruro di vinile, il tumore maligno della laringe e dell'ovaio da asbesto e il carcinoma del nasofaringe da polveri di legno. La revisione del 2023 ha eliminato le voci generiche "altre malattie": sono tabellate solo quelle nominate (Circolare 7/2024).
Negli open data INAIL compaiono anche epicondilite (M77.1) e sindrome della cuffia dei rotatori (M75.1). La presenza nel dataset non equivale al riconoscimento come malattia tabellata: vanno controllate le condizioni previste dalla tabella.
Quante sono le denunce
La Relazione annuale INAIL 2025 conta 98.312 denunce nel 2025, contro 88.338 nel 2024 (+11,3%). Circa 70.000 sono patologie muscolo-scheletriche, tre casi su quattro tra quelli con malattia determinata (Dati INAIL n. 1/2026). Sono denunce, non un conteggio di malattie già riconosciute. Tra gennaio e luglio 2026 le denunce sono state 69.796, il 16,6% in più dello stesso periodo del 2025 (INAIL).
Come funziona la denuncia di malattia professionale
Il lavoratore denuncia la malattia al datore di lavoro entro 15 giorni dalla manifestazione. Il ritardo fa perdere l'indennizzo solo per il tempo precedente la denuncia (art. 52). Il datore la presenta all'INAIL entro i cinque giorni successivi a quella denuncia. Il certificato medico va all'INAIL solo per via telematica (art. 53). L'azione per conseguire le prestazioni si prescrive in tre anni dalla manifestazione della malattia (art. 112).
La risposta di RegAffairs AI sulla definizione di malattia professionale raccoglie i riferimenti normativi.