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Guide · 2026-10-12 · 5 min

Sostanze cancerogene sul lavoro, H350, IARC e registro esposti

Le sostanze cancerogene possono causare il cancro. Per il D.Lgs. 81/08 contano le categorie CLP 1A e 1B (H350) e l'Allegato XLII, non la sola IARC.

Sostanze cancerogene, cosa sono e cosa prevede il D.Lgs. 81/08

Le sostanze cancerogene sono sostanze che possono provocare il cancro o aumentarne la frequenza. Per l'art. 234 del D.Lgs. 81/2008 sono agenti cancerogeni sia le sostanze e miscele CLP 1A o 1B (H350), sia le voci dell'Allegato XLII, mentre la categoria 2 (H351) e la sola IARC non fanno scattare il Titolo IX, Capo II.

Significato di cancerogeno secondo la legge

L'art. 234 del D.Lgs. 81/2008 definisce agente cancerogeno «una sostanza o miscela che corrisponde ai criteri di classificazione come sostanza cancerogena di categoria 1 A o 1 B di cui all'allegato I del regolamento (CE) n. 1272/2008». Il comma aggiunge le sostanze, le miscele e i processi dell'Allegato XLII, comprese le sostanze rilasciate durante quei processi. Agente mutageno, nello stesso articolo, è una sostanza mutagena per le cellule germinali di categoria 1A o 1B.

Dall'11 ottobre 2024 il Capo II copre anche le sostanze tossiche per la riproduzione di categoria 1A o 1B. Le ha aggiunte il D.Lgs. 135/2024, e il titolo del Capo oggi è «Protezione da agenti cancerogeni, mutageni o da sostanze tossiche per la riproduzione». Molte guide più vecchie parlano ancora solo di cancerogeni e mutageni.

Il Capo II (artt. 233-245) si applica a tutte le attività in cui i lavoratori sono o possono essere esposti a questi agenti. Una sostanza H351 non rientra in quel capo. Resta nel Capo I sugli agenti chimici pericolosi, perché l'art. 222 include ogni agente che soddisfa i criteri CLP di pericolo per la salute.

Categorie CLP, H350 e H351

Il regolamento CLP (Allegato I, punto 3.6) divide i cancerogeni in tre categorie:

CategoriaSignificatoAvvertenzaIndicazione di pericolo
1Acancerogeno noto, prove soprattutto sull'uomoPericoloH350: Può provocare il cancro
1Bcancerogeno presunto, prove soprattutto sugli animaliPericoloH350: Può provocare il cancro
2sospettatoAttenzioneH351: Sospettato di provocare il cancro

Il CLP assegna H340 ai mutageni 1A/1B e H341 alla categoria 2. Per la tossicità riproduttiva valgono H360 e H361. Le classificazioni armonizzate sono vincolanti per i pericoli coperti (art. 4, par. 3) e si trovano nella parte 3 dell'Allegato VI. Alcune di quelle voci riportano H350i («Può provocare il cancro se inalato»), codice aggiuntivo dell'Allegato VI.

Pittogramma e simbolo dell'agente cancerogeno

Il simbolo dei cancerogeni è il GHS08 («pericolo per la salute»), per le categorie 1A, 1B e 2. Ma il GHS08 non è esclusivo. Secondo l'Allegato V del CLP segnala anche mutagenicità, tossicità riproduttiva, sensibilizzazione respiratoria, tossicità specifica per organi bersaglio e pericolo in caso di aspirazione. Il pittogramma da solo non vi dice che la sostanza è cancerogena. Leggete l'indicazione H sull'etichetta o nella scheda di sicurezza.

Cancerogeni gruppo 1 e classificazione IARC

L'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro usa quattro gruppi (Preambolo IARC, 2019):

  • Gruppo 1: cancerogeno per l'uomo
  • Gruppo 2A: probabilmente cancerogeno
  • Gruppo 2B: possibilmente cancerogeno
  • Gruppo 3: non classificabile

Il Gruppo 3 non è un giudizio di sicurezza. I gruppi indicano la forza delle prove, non la grandezza del rischio.

La pagina IARC aggiornata al 3 luglio 2026 riporta 135 agenti nel gruppo 1. Per consultare la lista IARC gruppo 1, usate l'elenco ufficiale delle classificazioni, filtrabile per gruppo, anziché cercare un PDF. Tra gli agenti di gruppo 1 tipici dei luoghi di lavoro ci sono benzene, formaldeide, amianto (tutte le forme), polvere di silice cristallina, polveri di legno, gas di scarico dei motori diesel, tricloroetilene, cloruro di vinile, composti del cromo VI, cadmio, fumi di saldatura e polveri di cuoio. L'elenco include anche PFOA, acrilonitrile e benzina per autotrazione. Il talco è in 2A.

Secondo il Preambolo IARC, le Monografie non danno raccomandazioni normative. Queste restano compito dei governi o delle organizzazioni competenti. Per il D.Lgs. 81/08 il criterio è CLP 1A/1B o Allegato XLII. Un cancerogeno di tipo 1 nella lista IARC non entra nel Capo II per il solo gruppo. Molti agenti di gruppo 1 presenti in azienda ci rientrano comunque, per il CLP o per l'Allegato XLII.

Processi e sostanze dell'Allegato XLII

L'Allegato XLII in vigore conta 8 voci, fissate dal decreto interministeriale 11 febbraio 2021:

  1. produzione di auramina con il metodo Michler
  2. IPA presenti nella fuliggine, nel catrame o nella pece di carbone
  3. polveri, fumi e nebbie dalla raffinazione del nichel ad alta temperatura
  4. processo agli acidi forti nella fabbricazione di alcool isopropilico
  5. polveri di legno duro
  6. polvere di silice cristallina respirabile generata da un procedimento di lavorazione
  7. penetrazione cutanea di oli minerali già usati nei motori a combustione interna
  8. emissioni di gas di scarico dei motori diesel

Normattiva mostra ancora una versione più vecchia a 6 voci: l'elenco in vigore è quello sopra, del decreto 2021.

Valutazione del rischio cancerogeno

L'art. 235 fissa un ordine preciso. Prima si sostituisce l'agente, se tecnicamente possibile. Se non si può, si usa un sistema chiuso, purché tecnicamente possibile. Se nemmeno questo è possibile, l'esposizione va ridotta «al più basso valore tecnicamente possibile» e non deve mai superare i valori limite dell'Allegato XLIII.

La valutazione (art. 236) tiene conto di tipo, durata e frequenza delle lavorazioni, quantità, concentrazioni e vie di assorbimento, compresa quella cutanea. Il DVR deve riportare anche impurità e sottoprodotti, il numero di esposti e gli studi sulla sostituzione. Va ripetuta dopo modifiche significative e comunque ogni tre anni.

L'Allegato XLIII è stato riscritto dal D.Lgs. 135/2024. Per il benzene, dopo la scadenza del periodo transitorio del 5 aprile 2026, il limite è 0,66 mg/m³ (0,2 ppm), con notazione cute. Il vecchio valore transitorio di 0,5 ppm non vale più.

Le misure tecniche dell'art. 237 completano il quadro: quantità limitate al necessario, il minor numero possibile di esposti in aree isolate, aspirazione localizzata e ventilazione generale.

Chi tiene il registro degli esposti

La sorveglianza sanitaria è prevista quando la valutazione evidenzia un rischio per la salute. Il registro di esposizione dell'art. 243 è un obbligo del datore di lavoro. Lo istituisce e lo aggiorna lui, e ne cura la tenuta «per il tramite del medico competente». Per ogni lavoratore annota l'attività svolta, l'agente usato e, se noto, il valore di esposizione. Il medico competente tiene inoltre la cartella sanitaria e di rischio di ciascun esposto.

Quando il rapporto di lavoro finisce, il datore invia cartella e annotazioni all'INAIL tramite il medico competente, con copia al lavoratore. L'INAIL le conserva fino a quarant'anni dalla cessazione di ogni attività che espone a cancerogeni o mutageni, e almeno cinque anni per le sostanze tossiche per la riproduzione. Per cancerogeni e tossici per la riproduzione, copia del registro va anche all'INAIL e all'organo di vigilanza, con le variazioni comunicate ogni tre anni. I modelli sono quelli del DM 12 luglio 2007, n. 155.

Per controllare la classificazione di una sostanza specifica potete chiedere a RegAffairs AI, che risponde citando le fonti ufficiali.