Q.01

Come si cerca un dispositivo nel repertorio dei dispositivi medici?

Ci sono due modi: cercare il dispositivo nella banca dati nazionale dei dispositivi medici del Ministero della Salute per uno dei suoi identificativi (numero progressivo, denominazione commerciale, fabbricante, codice catalogo o codice CND), oppure scaricare l'intero elenco in open data e filtrarlo. Il campo "Iscrizione repertorio" (S/N) di ogni scheda indica se il dispositivo è iscritto al Repertorio.

Approach: Ho consultato l'estrazione della banca dati nazionale dei dispositivi medici del Ministero della Salute (fotografia del 5 ottobre 2026) e la scheda del dataset sul portale open data dati.salute.gov.it. Le pagine di salute.gov.it sulla consultazione, sul Repertorio e la maschera di ricerca online erano protette da un controllo di sicurezza del browser e non sono riuscito ad aprirle, quindi non posso riportare le istruzioni ufficiali della maschera.

1. Con quali dati cercare Ogni scheda contiene questi campi, e ciascuno può servire come chiave di ricerca:

CampoEsempio
Tipologia DM (1 o 2)1
Progressivo DM associato (il numero identificativo)2729650
Denominazione commercialeSIRINGA ULTRAFIN - SIRINGA CON AGO
Fabbricante o assemblatore, codice fiscale e partita IVAPIKDARE S.P.A., 03690650134
Codice catalogo del fabbricante58022986000000
Classificazione CND e descrizioneA020199, SIRINGHE MONOUSO - ALTRE
Iscrizione repertorioS
Data di prima pubblicazione, data di fine validità2025-01-17, 9999-12-31

[1]

Consigli pratici:

  • Il numero progressivo è la chiave più sicura. Identifica una sola scheda. Il nome commerciale invece può comparire in molte schede di fabbricanti diversi.
  • Controllate "Iscrizione repertorio". Un dispositivo può essere presente nella banca dati senza essere iscritto al Repertorio. Per esempio, l'"ADATTATORE SIRINGA/SIRINGA" di EMOTEC SRL (progressivo 2271063) ha "Iscrizione repertorio: N" [2].
  • Guardate la "Data fine commercio". Indica se il prodotto è ancora in commercio. Per lo stesso adattatore è 17/03/2026 [2].
  • Usate il codice CND per cercare per categoria. Serve a trovare tutti i dispositivi di una famiglia (per esempio A020199, siringhe monouso).

2. Ricerca online sul sito del Ministero La maschera "Elenco dei dispositivi medici" si trova qui: salute.gov.it, RicercaDispositiviServlet. Le pagine di riferimento del Ministero sono Consultazione della Banca dati nazionale e Il Repertorio dei dispositivi medici. Non ho potuto leggerne il contenuto.

3. Scaricare il dataset completo (open data) Sul portale dati.salute.gov.it, dataset "Dispositivi medici" il Ministero pubblica l'elenco completo dei dispositivi registrati:

  • formati CSV, XML e JSON;
  • oltre un milione di record, e il Ministero avverte che alcuni software possono avere difficoltà ad aprirlo;
  • aggiornamento settimanale (ultimo il 12 ottobre 2026), con file separati per le variazioni settimanali;
  • un dizionario dati in PDF;
  • licenza Italian Open Data Licence v2.0.

Questa è la strada migliore per controlli su molti prodotti (per esempio filtrare per fabbricante o per codice CND in un foglio di calcolo).

Se mi indicate il nome commerciale, il fabbricante, il codice CND o il numero progressivo, posso cercare io il dispositivo e dirvi se è iscritto al Repertorio.

Q.02

Che cos'è la classificazione CND?

La CND (Classificazione Nazionale dei Dispositivi medici) è la nomenclatura ufficiale italiana dei dispositivi medici e dei dispositivi diagnostici in vitro. Raggruppa i dispositivi in un albero gerarchico alfanumerico. Il Ministero della Salute la stabilì nel 2005, e nel 2019 è stata scelta come base della nomenclatura europea EMDN usata in EUDAMED [3][4].

Approach: Ho consultato il documento della Commissione europea (DG SANTE, gennaio 2020) sulla nomenclatura CND, la FAQ MDCG 2021-12 Rev.2 sull'EMDN e i D.Lgs. 137/2022 e 138/2022. Il documento della Commissione descrive la CND così com'era all'ultimo aggiornamento del 2018. Non ho trovato fonti sulla versione CND oggi in vigore in Italia.

Come è fatto il codice Il codice è alfanumerico, al massimo 13 caratteri e 7 livelli [5]:

LivelloFormatoSignificato
1, Categoriauna lettera22 categorie
2, Gruppodue cifre (01-99)146 gruppi
3-7, Tipologiacoppie di cifrefino a 5 livelli di dettaglio

[6][7]

Prendiamo il codice della siringa visto prima, A020199 "SIRINGHE MONOUSO - ALTRE" [1]:

  • A è la categoria (dispositivi per somministrazione, prelievo e raccolta).
  • 02 è il gruppo.
  • 01 è la tipologia.
  • 99 è il livello di dettaglio "altri".

Le 22 categorie [8]

  • Anatomiche (8): B ematologia/emotrasfusione; C cardiocircolatorio; F dialisi; G gastrointestinale; N sistema nervoso e midollare; Q odontoiatria, oftalmologia e ORL; R apparato respiratorio e anestesia; U apparato urogenitale.
  • Funzionali (9): A somministrazione, prelievo e raccolta; D disinfettanti e antisettici per dispositivi medici; H sutura; K endoterapia ed elettrochirurgia; L strumentario chirurgico riutilizzabile; M medicazione generale e specialistica; S sterilizzazione; T dispositivi di protezione e ausili per incontinenza; V dispositivi vari.
  • Speciali (5): J impiantabili attivi; P protesici impiantabili e osteosintesi; Y supporti e ausili tecnici per disabili; W diagnostici in vitro; Z apparecchiature sanitarie con relativi accessori e materiali.

Regole di attribuzione

  • Codici "90" e "99". Il "90" raccoglie dispositivi con caratteristiche varie che non rientrano nei gruppi esistenti. Il "99" ("Altri") si usa solo quando il dispositivo non entra in nessuna tipologia esistente; queste voci sono monitorate e riviste negli aggiornamenti successivi [7].
  • Accessori. Un accessorio prende il codice del dispositivo a cui è associato, secondo la destinazione d'uso dichiarata dal fabbricante. Se serve a più dispositivi di gruppi diversi, va nella tipologia prevalente [7].
  • Prodotti esclusi. Restano fuori medicinali, cosmetici, sangue umano e derivati, organi, tessuti e cellule umani, organi, tessuti e cellule animali (tranne i dispositivi fatti con tessuti animali devitalizzati) e dispositivi di protezione individuale [9].

Base normativa e versioni

  • La CND fu definita dalla Commissione Unica sui Dispositivi medici (CUD), istituita dall'art. 57 della L. 289/2002. La prima versione è del luglio 2005 (DM 22 settembre 2005) e non comprendeva gli IVD [10].
  • La L. 266/2005 (art. 1, c. 409) ha previsto che la CND sia approvata con decreto del Ministro d'intesa con la Conferenza Stato-Regioni. La versione con gli IVD fu approvata il 20 febbraio 2007 [10].
  • Dal 2013 la manutenzione spetta alla sezione F del Comitato tecnico sanitario (DPR 44/2013), e ogni aggiornamento è approvato con decreto ministeriale [10]. I decreti di aggiornamento sono del 13/3/2008, 12/2/2010, 7/10/2011, 29/7/2013, 8/6/2016 e 13/3/2018 [10][11].
  • La CND è stata il primo passo verso l'istituzione del Repertorio dei dispositivi medici [10]. Per questo ogni scheda della banca dati nazionale riporta il codice CND.
  • Oggi il D.Lgs. 137/2022 (art. 15, c. 3) e il D.Lgs. 138/2022 (art. 12, c. 3) consentono al Ministro di definire, con decreto e sentita la Conferenza Stato-Regioni, "ulteriori rami della nomenclatura nazionale" per raggruppare i dispositivi in classi omogenee secondo le necessità del SSN, compresi gli acquisti [12][13].

Rapporto con l'EMDN europea

  • Prima della scelta europea la CND era usata in Italia, Grecia e Portogallo [14].
  • L'EMDN è nata da un avviso della Commissione che indicava la CND come base. La prima versione è uscita il 4 maggio 2021 [15][14].
  • In EUDAMED i fabbricanti associano un codice EMDN a ogni UDI-DI (art. 26 MDR, art. 23 IVDR) [15].

Se vi serve, posso cercare nella banca dati nazionale tutti i dispositivi registrati con un certo codice CND.

Q.03

E il codice UDI a cosa serve?

L'UDI (Unique Device Identifier, identificativo unico del dispositivo) è un codice numerico o alfanumerico, costruito secondo standard internazionali di identificazione e codifica, che identifica senza ambiguità un dispositivo specifico sul mercato [16]. Il sistema UDI serve a identificare i dispositivi e a renderne più facile la tracciabilità lungo tutta la filiera, dal fabbricante fino all'ospedale. Vale per tutti i dispositivi tranne quelli su misura e quelli oggetto di indagine clinica [17]. Per gli IVD la regola equivalente è l'art. 24 IVDR, che esclude i dispositivi per studi delle prestazioni [18].

Approach: Ho letto il testo consolidato di MDR e IVDR (art. 2, art. 27 MDR, art. 24 IVDR, Allegato VI), le guide MDCG sull'UDI e i D.Lgs. 137/2022 e 138/2022.

Le parti del codice

  • UDI-DI (identificativo del dispositivo): è legato a un fabbricante e a un dispositivo, e dà accesso ai dati dell'Allegato VI parte B registrati nella banca dati UDI [17].
  • UDI-PI (identificativo di produzione): identifica l'unità di produzione e, se previsto, i dispositivi imballati [17].
  • Basic UDI-DI: è l'identificativo principale di un modello di dispositivo [19]. Compare nella dichiarazione di conformità UE [17].
  • Supporto UDI: è il modo in cui l'UDI viene riportato sul prodotto. Ha una forma leggibile dalle macchine (AIDC: codici a barre, smart card, RFID) e, se previsto, una forma leggibile a occhio (HRI) [19].

A cosa serve in pratica (art. 27 MDR) [17]

  1. Etichettatura. Prima dell'immissione sul mercato il fabbricante assegna l'UDI al dispositivo e ai livelli di imballaggio superiori. Il supporto UDI va sull'etichetta e su tutti gli imballaggi superiori, esclusi i contenitori di spedizione.
  2. Banca dati. Prima dell'immissione sul mercato il fabbricante carica i dati del dispositivo nella banca dati UDI di EUDAMED (art. 28).
  3. Vigilanza. L'UDI si usa per segnalare gli incidenti gravi e le azioni correttive di sicurezza (FSCA) secondo l'art. 87. Questo permette di individuare con precisione i dispositivi e i lotti coinvolti.
  4. Documentazione tecnica. Il fabbricante tiene aggiornato l'elenco di tutti gli UDI che ha assegnato.
  5. Tracciabilità fino al paziente. Operatori economici e istituzioni sanitarie devono registrare e conservare, preferibilmente in forma elettronica, l'UDI dei dispositivi impiantabili di classe III che forniscono o ricevono. Per gli altri dispositivi gli Stati membri incoraggiano questa registrazione e possono renderla obbligatoria.

Quando serve un nuovo UDI-DI Serve ogni volta che una modifica potrebbe confondere l'identificazione del dispositivo o rendere ambigua la sua tracciabilità. Le modifiche minori del software richiedono invece un nuovo UDI-PI, non un nuovo UDI-DI [19].

Cosa prevede l'Italia

  • Distributori. Per registrarsi nella banca dati nazionale del Ministero della Salute conferiscono i propri dati e l'identificazione dei dispositivi presenti in EUDAMED secondo il sistema UDI [20][21]. L'UDI è quindi il collegamento tra EUDAMED e la banca dati nazionale (e il Repertorio) di cui abbiamo parlato prima.
  • Istituzioni e operatori sanitari. Devono registrare e conservare l'UDI dei dispositivi ricevuti, secondo regole fissate con decreti del Ministro della Salute, sentita la Conferenza Stato-Regioni [12][13].
  • Sanzioni. Il fabbricante che non rispetta gli obblighi UDI (art. 27, par. 3-7 MDR; art. 24 IVDR) rischia una sanzione amministrativa da 8.150 a 48.500 euro [22][23].

Guide MDCG specifiche

  • MDCG 2026-5: assegnazione dell'UDI tra fabbricanti e distributori [24].
  • MDCG 2024-14 rev.1, MDCG 2025-8 rev.1 e MDCG 2025-7 Rev 1: la soluzione "Master UDI-DI" per lenti a contatto e occhiali [25][26][27].

Se vi è utile, posso approfondire le regole di posizionamento del supporto UDI, per esempio per i dispositivi riutilizzabili, i kit procedurali o il software, oppure il rapporto tra UDI ed EMDN in EUDAMED.

Q.04