Q.01

Cos'è il codice CER di un rifiuto?

Il codice CER è il codice a sei cifre con cui un rifiuto viene identificato nell'Elenco europeo dei rifiuti (European List of Waste, LoW/EWC) adottato con la Decisione della Commissione 2000/532/CE. Il codice classifica il rifiuto in base alla sua origine e alla sua composizione e, quando è contrassegnato da un asterisco (*), indica che il rifiuto è pericoloso [1].

Approach: Ho consultato il testo consolidato della Decisione 2000/532/CE (versione 6 dicembre 2023) e il testo consolidato della Direttiva quadro sui rifiuti 2008/98/CE.

Base giuridica

  • L'articolo 7 della Direttiva 2008/98/CE prevede un "elenco dei rifiuti". L'elenco comprende i rifiuti pericolosi e tiene conto dell'origine e della composizione del rifiuto e, se necessario, dei valori limite di concentrazione delle sostanze pericolose. L'elenco è vincolante per stabilire quali rifiuti siano da considerare pericolosi [2].
  • L'elenco è quello della Decisione 2000/532/CE, a cui la direttiva rinvia espressamente [3].
  • Avere un codice non significa essere sempre un rifiuto. Il fatto che una sostanza o un oggetto compaia nell'elenco non lo rende rifiuto in ogni circostanza: lo è solo se rientra nella definizione dell'art. 3, punto 1, cioè qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi, abbia l'intenzione di disfarsi o abbia l'obbligo di disfarsi [2][4].

Struttura del codice (XX YY ZZ)

LivelloSignificatoEsempio
Prime 2 cifreCapitolo, cioè la fonte o l'attività che genera il rifiuto17 = rifiuti da costruzione e demolizione
Prime 4 cifreSottocapitolo17 09 = altri rifiuti da costruzione e demolizione
6 cifreVoce specifica17 09 04 = rifiuti misti da costruzione e demolizione

Fonte degli esempi: [5]

Altri esempi:

  • 20 03 01, rifiuti urbani misti (non pericoloso) [6]
  • 15 01 01, imballaggi in carta e cartone (non pericoloso) [7]
  • 15 01 10*, imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da tali sostanze (pericoloso) [1]

Voci "a specchio"

Alcuni rifiuti hanno due voci alternative, una pericolosa e una no. Per esempio:

  • 17 09 03*: altri rifiuti da costruzione e demolizione contenenti sostanze pericolose [8]
  • 17 09 04: rifiuti misti "diversi da quelli di cui alle voci 17 09 01, 17 09 02 e 17 09 03" [5]

In questi casi la scelta del codice dipende dalla composizione effettiva del rifiuto.

Eccezioni nazionali

In alcuni casi uno Stato membro può classificare un rifiuto in modo diverso dall'elenco, e deve notificarlo alla Commissione [2]:

  • può considerare pericoloso un rifiuto non indicato come tale nell'elenco, se presenta una o più caratteristiche di pericolo dell'Allegato III;
  • può considerare non pericoloso un rifiuto indicato come pericoloso, se dimostra che non presenta nessuna di quelle caratteristiche.

Non è possibile declassare un rifiuto pericoloso diluendolo o miscelandolo per portare le concentrazioni sotto le soglie [2].

Se vuole, posso cercare il codice adatto a un rifiuto specifico, oppure riportare le caratteristiche di pericolo dell'Allegato III (da HP1 a HP15) che servono per scegliere tra due voci a specchio.

Q.02

Come faccio a scegliere il codice giusto?

Si sceglie con una procedura in due fasi stabilita dall'Allegato della Decisione 2000/532/CE. Prima si trova la voce in base all'attività che ha prodotto il rifiuto, seguendo un ordine preciso tra i capitoli. Poi, se quella voce ha una gemella "a specchio", si decide tra versione pericolosa e non pericolosa in base alla composizione reale del rifiuto, applicando i criteri HP dell'Allegato III della Direttiva 2008/98/CE. In Italia il codice lo attribuisce il produttore, seguendo le Linee guida SNPA (art. 184, comma 5, D.Lgs. 152/2006).

Approach: Ho consultato l'Elenco europeo dei rifiuti e l'Allegato III della Direttiva 2008/98/CE (testo consolidato). La procedura dell'Allegato alla Decisione non c'è nei dati che posso consultare e EUR-Lex non ha restituito il testo, quindi la riprendo dalle Linee guida SNPA (Delibera 105/2021), che la riportano integralmente, e dal decreto ministeriale di approvazione.

Fase 1: trovare la voce (Allegato alla Decisione 2000/532/CE, paragrafo "Elenco dei rifiuti")

Il percorso è questo, nell'ordine (SNPA, § 1.2.2, p. 12 del PDF):

  1. Capitoli 01-12 o 17-20. Si parte dalla fonte che genera il rifiuto e si scende fino al codice a sei cifre, escludendo per ora i codici che finiscono in 99. Uno stesso stabilimento può dover usare capitoli diversi a seconda della fase produttiva. L'esempio della norma è il costruttore di automobili, che può usare i capitoli 12, 11 e 08.
  2. Capitoli 13, 14, 15. Si passa a questi se nessuna voce della fase 1 è adatta. I capitoli sono oli, solventi, imballaggi/assorbenti/stracci.
  3. Capitolo 16 ("rifiuti non specificati altrimenti").
  4. Codice 99 ("rifiuti non specificati altrimenti"), solo come ultima soluzione. Va preceduto dalle cifre del capitolo dell'attività individuata nella fase 1, per esempio 12 01 99 [9].

Alcuni rifiuti si classificano in base alla funzione del prodotto d'origine, non all'attività. Gli imballaggi vanno sempre in 15 01, qualunque sia la loro origine (SNPA, p. 13 del PDF). Quindi:

  • la carta di imballaggio va in 15 01 01 [10];
  • la carta da raccolta differenziata che non è imballaggio va in 20 01 01 [11].

Fase 2: pericoloso o non pericoloso

I tipi di voce sono tre:

  • Voce pericolosa "assoluta", con asterisco e senza voce gemella, per esempio 16 06 01* batterie al piombo [12]. Il rifiuto è pericoloso a meno che non si applichi l'art. 20 della direttiva (SNPA, p. 10 del PDF). Le caratteristiche HP vanno comunque individuate, perché servono per gestire il rifiuto.

  • Voce non pericolosa "assoluta", senza asterisco e senza gemella, per esempio 16 01 03 pneumatici fuori uso [13].

  • Voci a specchio, per esempio:

    • 17 05 03* terra e rocce contenenti sostanze pericolose [14];
    • 17 05 04, la stessa voce "diversa da" 17 05 03 [15].

    La voce con asterisco va usata solo se il rifiuto contiene sostanze pericolose che gli conferiscono almeno una caratteristica da HP1 a HP8 o da HP10 a HP15. HP9 (infettivo) si valuta invece secondo le norme nazionali, in Italia il DPR 254/2003 (SNPA, pp. 10 e 14 del PDF).

Come si fa in pratica per le voci a specchio:

  1. Determinare la composizione. Se non è nota, il detentore deve ricostruirla e cercare le sostanze pericolose che possono ragionevolmente esserci. Può usare campionamenti, analisi e prove del Reg. (CE) 440/2008 o altri metodi riconosciuti a livello internazionale. Lo ha stabilito la Corte di giustizia UE (cause riunite C-487/17 a C-489/17, 28 marzo 2019) (SNPA, p. 9 del PDF).
  2. Associare a ogni sostanza la sua classificazione CLP (classi di pericolo e indicazioni H).
  3. Confrontare le concentrazioni con i limiti dell'Allegato III. Alcuni esempi:
HPCriterio
HP 4 / HP 8HP 8 se la somma delle sostanze H314 è ≥ 5 %; per HP 4 la soglia è ≥ 1 % per H314 Skin Corr. 1A, ≥ 10 % per H318 e ≥ 20 % per H315+H319 (cut-off 1 %)
HP 6Si sommano le sostanze della stessa categoria di tossicità acuta (es. H300 Cat. 1 ≥ 0,1 %; H302 ≥ 25 %)
HP 7Una singola sostanza H350 ≥ 0,1 %, oppure H351 ≥ 1 %
HP 10Una singola sostanza H360 ≥ 0,3 %, oppure H361 ≥ 3 %
HP 14H420 ≥ 0,1 %; somma H400 ≥ 25 %; 100×ΣH410 + 10×ΣH411 + ΣH412 ≥ 25 %; somma delle sostanze H410-H413 ≥ 25 %

Fonte della tabella: [16]

  1. Le prove prevalgono sul calcolo. Se una caratteristica è stata valutata sia con una prova sia con le concentrazioni, vale il risultato della prova. Le sostanze sotto il proprio cut-off non entrano nella somma (SNPA, p. 10 del PDF).
  2. POP. Il rifiuto è pericoloso se contiene PCDD/PCDF, PCB, DDT, lindano e gli altri POP elencati oltre i limiti dell'Allegato IV del Reg. (UE) 2019/1021 (SNPA, pp. 10-11 del PDF).
  3. Principio di precauzione. Se dopo una valutazione il più completa possibile è praticamente impossibile determinare le sostanze o le caratteristiche HP, il rifiuto va classificato come pericoloso (Corte di giustizia UE, stessa sentenza) (SNPA, p. 9 del PDF).

Altre regole da tenere presenti:

  • I limiti di concentrazione non si applicano alle leghe di metalli puri in forma massiva (SNPA, p. 11 del PDF).
  • Non si può declassare un rifiuto diluendolo o miscelandolo, come visto nella risposta precedente.

In Italia

L'art. 184, comma 5, del D.Lgs. 152/2006 affida al produttore la corretta attribuzione dei codici e delle caratteristiche di pericolo, sulla base delle Linee guida SNPA approvate con decreto del Ministero (Delibera SNPA 105/2021, p. 1). Le linee guida sono state approvate con il Decreto n. 47 del 9 agosto 2021 (MASE). Per ogni caratteristica HP contengono uno schema decisionale dedicato.

Se mi descrive il rifiuto (processo che lo genera e composizione nota), posso individuare la voce candidata e verificare se ha una gemella a specchio.

Q.03

Che rifiuto è il 170203?

Il codice 17 02 03 corrisponde a "plastica" proveniente da costruzione e demolizione, ed è un rifiuto non pericoloso (senza asterisco) [17][18]. È però una voce a specchio: se la plastica contiene sostanze pericolose o ne è contaminata, il codice corretto è 17 02 04*.

Approach: Ho consultato l'Elenco europeo dei rifiuti della Decisione 2000/532/CE, sia nel testo consolidato al 6 dicembre 2023 sia nell'elenco dei codici.

Come si legge il codice

LivelloCodiceSignificato
Capitolo17Rifiuti da costruzione e demolizione, compreso il terreno scavato da siti contaminati
Sottocapitolo17 02Legno, vetro e plastica
Voce17 02 03Plastica (non pericoloso)

Fonte: [17]

Le altre voci del sottocapitolo 17 02

  • 17 02 01: legno, non pericoloso [19]
  • 17 02 02: vetro, non pericoloso [20]
  • 17 02 03: plastica, non pericoloso [18]
  • 17 02 04*: vetro, plastica e legno contenenti sostanze pericolose o da esse contaminati, pericoloso [21]

Cosa significa in pratica

  • Quando si usa: per la plastica che viene da un'attività di costruzione o demolizione, per esempio tubi, profili o guaine rimossi in cantiere. Gli imballaggi in plastica non vanno qui: per la regola della funzione vista prima si classificano nel sottocapitolo 15 01.
  • Quando si passa a 17 02 04:* se la plastica contiene sostanze pericolose o ne è contaminata (per esempio da vernici, oli o sigillanti) in modo da avere almeno una caratteristica HP. Per decidere si usa la procedura sulle voci a specchio descritta nella risposta precedente. Come dice la stessa voce 17 02 04*, quel codice copre plastica, legno e vetro insieme.

Se vuole, posso controllare la voce giusta per gli imballaggi in plastica (15 01) o per altri rifiuti da cantiere.

Q.04

E quando un codice è pericoloso?

Un codice è pericoloso quando nell'Elenco europeo dei rifiuti è contrassegnato da un asterisco (*) [1]. Questo vale perché l'elenco è vincolante per stabilire quali rifiuti siano pericolosi. Il criterio alla base dell'asterisco è che il rifiuto presenti almeno una delle caratteristiche di pericolo (da HP 1 a HP 15) dell'Allegato III della Direttiva 2008/98/CE [4][2].

Approach: Ho consultato il testo consolidato della Direttiva 2008/98/CE (art. 3, art. 7, art. 20, Allegato III) e l'Elenco europeo dei rifiuti della Decisione 2000/532/CE.

Le regole di base

  • Definizione (art. 3, punto 2). È "rifiuto pericoloso" quello che presenta una o più caratteristiche di pericolo dell'Allegato III. Tutti gli altri sono non pericolosi (punto 2a) [4].
  • Elenco vincolante (art. 7, par. 1). L'elenco tiene conto dell'origine e della composizione del rifiuto e, quando serve, dei valori limite di concentrazione delle sostanze pericolose [2].
  • Quante sono. Nell'elenco dei codici (versione in vigore dal 1° giugno 2015) ho contato 408 voci con asterisco e 434 senza asterisco. Un esempio di voce pericolosa è 01 03 04*, sterili che possono generare acido prodotti dalla lavorazione di minerale solforoso [22].

Asterisco "assoluto" o "a specchio"

Tipo di voceQuando il rifiuto è pericolosoEsempio
Pericolosa assoluta (con asterisco, senza voce gemella)È sempre pericoloso, perché la voce stessa lo dice16 06 01* batterie al piombo [12]
Voce a specchio con asteriscoSolo se la composizione reale gli dà almeno una caratteristica HP17 02 04* vetro, plastica e legno contenenti sostanze pericolose [21] contro 17 02 03 [18]

Quando scatta una caratteristica HP (Allegato III)

Si confrontano le sostanze presenti nel rifiuto, con la loro classificazione CLP, con queste soglie [16]:

HPProprietàQuando il rifiuto è pericoloso
HP 1, 2, 3Esplosivo, comburente, infiammabileSe contiene sostanze con H200-H204, H240-H241 (HP 1), H270-H272 (HP 2) o H220-H261 (HP 3), il rifiuto va valutato, quando è appropriato, con metodi di prova. Per HP 3 vale anche un punto d'infiammabilità dei liquidi inferiore a 60 °C
HP 4IrritanteSomma H314 cat. 1A ≥ 1 %; H318 ≥ 10 %; H315+H319 ≥ 20 %
HP 5STOT / tossicità in caso di aspirazioneSingola sostanza H370 o H372 ≥ 1 %; H371, H373 o H304 ≥ 10 %; H335 ≥ 20 %
HP 6Tossicità acutaSomma per categoria, per esempio H300 cat. 1 ≥ 0,1 % e H302 ≥ 25 %
HP 7 / HP 11Cancerogeno / mutagenoSingola sostanza H350 o H340 ≥ 0,1 %; H351 o H341 ≥ 1 %
HP 8CorrosivoSomma H314 ≥ 5 %
HP 9InfettivoValutato secondo le norme degli Stati membri
HP 10Tossico per la riproduzioneSingola sostanza H360 ≥ 0,3 %; H361 ≥ 3 %
HP 12Liberazione di gas a tossicità acutaPresenza di sostanze EUH029, EUH031 o EUH032
HP 13SensibilizzanteSingola sostanza H317 o H334 ≥ 10 %
HP 14EcotossicoH420 ≥ 0,1 %; somma H400 ≥ 25 %; 100×ΣH410 + 10×ΣH411 + ΣH412 ≥ 25 %; somma H410-H413 ≥ 25 %
HP 15Può manifestare un pericolo che il rifiuto originario non mostraPresenza di H205, EUH001, EUH019 o EUH044, a meno che il rifiuto non possa in nessun caso diventare esplosivo

Per HP 4, HP 6 e HP 14 le sostanze sotto il proprio valore di cut-off non entrano nella somma. I metodi di prova sono quelli del Reg. (CE) 440/2008 e altri metodi riconosciuti a livello internazionale [16].

Eccezioni che cambiano il risultato

  • Deroghe nazionali (art. 7, par. 2-3). Uno Stato membro può considerare pericoloso un rifiuto senza asterisco, se presenta caratteristiche HP. Può anche considerare non pericoloso un rifiuto con asterisco, se dimostra che non ne presenta nessuna. In entrambi i casi deve notificarlo alla Commissione [2].
  • Divieto di diluizione (art. 7, par. 4). Un rifiuto pericoloso non può diventare non pericoloso diluendolo o miscelandolo per portare le concentrazioni sotto le soglie [2].
  • Rifiuti domestici (art. 20). Gli artt. 17, 18, 19 e 35 (obblighi di controllo, divieto di miscelazione, etichettatura, registri) non si applicano ai rifiuti domestici misti. Per le frazioni pericolose raccolte separatamente gli artt. 19 e 35 si applicano solo da quando un impianto autorizzato o registrato le accetta. Dal 1° gennaio 2025 gli Stati membri devono attivare la raccolta differenziata delle frazioni pericolose prodotte dalle famiglie [23].

Se mi indica le sostanze presenti e le loro concentrazioni in un rifiuto, posso fare il confronto con le soglie HP e dirle quale voce a specchio si applica.

Q.05