Tunnel carpale come malattia professionale
Il tunnel carpale è una malattia professionale?
Sì. In Italia la sindrome del tunnel carpale è una malattia professionale tabellata. Rientra nelle tabelle INAIL dell'industria e dell'agricoltura approvate con il D.M. del Ministero del lavoro del 9 aprile 2008 ("Nuove tabelle delle malattie professionali nell'industria e nell'agricoltura", GU n. 169 del 21 luglio 2008). Per queste malattie l'onere di provare il nesso causale con il lavoro non ricade sul lavoratore (INAIL, Contarp, "Movimenti ripetuti degli arti superiori").
Le due voci di tabella (testo dell'estratto INAIL):
| Tabella | Voce | Lavorazioni | Periodo massimo di indennizzabilità dopo la fine della lavorazione |
|---|---|---|---|
| Industria | 78) Malattie da sovraccarico biomeccanico dell'arto superiore, lettera l) "Sindrome del tunnel carpale; altre" | "Lavorazioni svolte, in modo non occasionale, che comportano movimenti ripetuti o prolungati del polso o di prensione della mano, mantenimento di posture incongrue, compressione prolungata o impatti ripetuti sulla regione del carpo" | 2 anni |
| Agricoltura | 23) Malattie da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori, lettera b) "Sindrome del tunnel carpale (G56.0)" | Lavorazioni svolte in modo non occasionale con movimenti ripetuti, posture incongrue mantenute a lungo e uso di forza | 2 anni |
La stessa tabella compare anche nella scheda INAIL sulle operazioni di spinta e traino (INAIL, Contarp).
In pratica:
- Cosa conta per la presunzione. La presunzione legale vale solo se la persona ha svolto davvero, in modo non occasionale, le lavorazioni indicate. Inoltre la malattia deve manifestarsi entro 2 anni dalla fine di quelle lavorazioni.
- Codici nei dati INAIL. Negli open data INAIL sulle malattie professionali la patologia ha il codice ICD-10 G56.0 "Sindrome del tunnel carpale" [1]. Rientra nel gruppo G56 "Mononeuropatie dell'arto superiore" [2].
- Cosa non ho controllato. Non ho verificato in quale lista del D.M. 10 giugno 2014 compaia il tunnel carpale. È l'elenco delle malattie con obbligo di denuncia ai sensi dell'art. 139 del D.P.R. 1124/1965, pubblicato in GU n. 212 del 12 settembre 2014.
Approccio: ho consultato gli open data INAIL sulle malattie professionali e le schede tecniche ufficiali INAIL (Contarp), che riportano le tabelle del D.M. 9 aprile 2008. Il testo del decreto in Gazzetta Ufficiale non è nei dati che consulto, quindi ho usato gli estratti pubblicati da INAIL.
Se ti serve, posso aprire il D.M. 10 giugno 2014 in Gazzetta Ufficiale per vedere in quale lista è inserito il tunnel carpale.
Fonti:
È nelle tabelle INAIL o va dimostrato?
È nelle tabelle INAIL, quindi in linea di principio non serve dimostrare il nesso con il lavoro. La sindrome del tunnel carpale è una malattia "tabellata" del D.M. 9 aprile 2008, sia nella tabella dell'industria sia in quella dell'agricoltura. Per le malattie tabellate "l'onere della prova del riconoscimento del nesso etiologico non è a carico del lavoratore" (INAIL Contarp, Movimenti ripetuti degli arti superiori, p. 1-2).
Le voci di tabella
- Industria, voce 78 l), "Sindrome del tunnel carpale; altre". Riguarda le lavorazioni svolte "in modo non occasionale" che comportano movimenti ripetuti o prolungati del polso o di prensione della mano, posture incongrue mantenute, compressione prolungata o impatti ripetuti sulla regione del carpo. Il periodo massimo di indennizzabilità è di 2 anni dalla cessazione della lavorazione.
- Agricoltura, voce 23 b), "Sindrome del tunnel carpale (G56.0)". Riguarda lavorazioni non occasionali con movimenti ripetuti, posture incongrue mantenute a lungo e uso di forza. Anche qui il periodo è di 2 anni (stessa scheda INAIL, p. 2).
Il codice ICD-10 G56.0 "Sindrome del tunnel carpale" è lo stesso usato negli open data INAIL sulle malattie professionali [1].
Quando va comunque dimostrato La presunzione copre solo il nesso causale, non tutto il resto:
- Cosa resta da provare. Il lavoratore deve dimostrare di avere la patologia e di aver svolto la lavorazione indicata in tabella, in modo non occasionale. La malattia deve inoltre manifestarsi entro i 2 anni dalla fine dell'esposizione.
- Se le condizioni di tabella non ci sono. Se la lavorazione non è tra quelle elencate o i 2 anni sono passati, la malattia può ancora essere riconosciuta come "non tabellata". Questa strada è stata aperta dalla Corte costituzionale con la sentenza 18 febbraio 1988, n. 179 (il cosiddetto "sistema misto"). In questo caso però la dipendenza dal lavoro va dimostrata "con mezzi di prova ordinari", e la dimostrazione "grava sull'assicurato ammalato" (Sferra, INAIL, Rivista degli infortuni e delle malattie professionali n. 2/2010, p. 2-3).
- Elementi della prova nel caso non tabellato. Secondo la Circolare INAIL n. 29 del 24 aprile 1991, citata nello stesso articolo, la prova riguarda tre cose: l'esistenza della malattia, l'adibizione alla lavorazione con riferimento all'agente patogeno, e l'esposizione al rischio con durata, intensità, mansioni e condizioni di lavoro (ibid., p. 3, nota 8).
- Limite della presunzione anche per le malattie tabellate. Lo stesso articolo ricorda che la presunzione legale è "piena" solo per le tecnopatie tipiche, e cita la sentenza della Cassazione 22 aprile 1986, n. 2849 (ibid., p. 3). Il tunnel carpale ha molte cause possibili: la scheda INAIL descrive queste patologie come di "carattere multifattoriale" (scheda Contarp, p. 1). Per questo, nell'istruttoria concreta l'esposizione e i fattori extra-lavorativi vengono comunque valutati.
Approccio: ho consultato gli open data INAIL sulle malattie professionali e le pubblicazioni ufficiali INAIL (la scheda Contarp con l'estratto del D.M. 9 aprile 2008 e un articolo della Rivista INAIL sulla malattia non tabellata). Il testo del decreto in Gazzetta Ufficiale non è nei dati che consulto, quindi le voci di tabella vengono dall'estratto pubblicato da INAIL.
Fonti:
E le altre malattie professionali più frequenti, tipo ernia discale o ipoacusia?
Sì, entrambe sono malattie tabellate nel D.M. 9 aprile 2008, sia nell'industria sia nell'agricoltura, quindi vale la presunzione legale d'origine come per il tunnel carpale. Ci sono però due limiti. Per l'ernia la tabella copre solo l'ernia discale lombare (M51.2), con un periodo di indennizzabilità di 1 anno. Per l'ipoacusia copre l'ipoacusia da rumore (H83.3), con un periodo di 4 anni.
Le voci del D.M. 9 aprile 2008 (allegato pubblicato in GU n. 169 del 21 luglio 2008, copia sul sito INAIL)
| Malattia | Tabella e voce | Lavorazioni | Periodo massimo dalla cessazione |
|---|---|---|---|
| Ipoacusia da rumore (H83.3) | Industria, 75) | Lavorazioni che espongono a rumore "in assenza di efficace isolamento acustico". C'è un elenco specifico, lettere a)-v): martellatura e molatura nella costruzione di caldaie, punzonatura alle presse, perforazione con martelli pneumatici, lavorazione del legno con seghe circolari, sala macchine delle navi, ecc. Chiude la lettera w): "Altre lavorazioni, svolte in modo non occasionale, che comportano una esposizione personale, giornaliera o settimanale, a livelli di rumore superiori a 80 dB(A)" | 4 anni |
| Ipoacusia da rumore (H83.3) | Agricoltura, 20) | Lavori forestali con uso non occasionale di motoseghe portatili senza efficace insonorizzazione. Inoltre, altre lavorazioni non occasionali con esposizione personale, quotidiana o settimanale, oltre 80 dB(A) | 4 anni |
| Ernia discale lombare (M51.2) | Industria, 77) | a) Lavorazioni non occasionali con macchine che trasmettono vibrazioni al corpo intero: macchine per la movimentazione di materiali, trattori, gru portuali, muletti, imbarcazioni per la pesca professionale. b) Movimentazione manuale dei carichi non occasionale "in assenza di ausili efficaci" | 1 anno |
| Ernia discale lombare (M51.2) | Agricoltura, 22) | Vibrazioni al corpo intero (trattori, mietitrebbia, vendemmiatrice semovente). Movimentazione manuale dei carichi non occasionale senza ausili efficaci | 1 anno |
Fonte: D.M. 9 aprile 2008, allegato (copia GU), p. 15-16 e 22
Cosa cambia in pratica
- Come funziona la presunzione. Si devono provare tre cose: l'adibizione a una lavorazione in tabella, l'esistenza della malattia in tabella e la denuncia entro il periodo massimo di indennizzabilità. A quel punto "si presume per legge che la malattia sia di origine professionale". L'adibizione è "non occasionale" quando è una componente abituale e sistematica delle mansioni, secondo la giurisprudenza della Cassazione citata da INAIL (INAIL Contarp, Movimentazione manuale dei carichi, p. 1).
- Ernia fuori dal perimetro di tabella. La voce riguarda solo la sede lombare. Negli open data INAIL l'ernia cervicale ha un codice proprio, M50.2 "Altra ernia di disco cervicale" [3]. Nelle voci sul rachide che ho letto non l'ho trovata in tabella. Lo stesso vale per un'ernia lombare dopo più di 1 anno dalla fine dell'esposizione, o per lavorazioni diverse da quelle indicate (per esempio con ausili efficaci). In questi casi resta la strada della malattia non tabellata, con il nesso causale a carico del lavoratore, come visto per il tunnel carpale.
- Ipoacusia: periodo più lungo, ma accertamento rigoroso. Il periodo è più lungo (4 anni) e la lettera w) apre a qualsiasi lavorazione sopra 80 dB(A). Secondo INAIL, però, l'accertamento medico-legale richiede di dimostrare l'origine professionale del deficit uditivo e un danno tale da causare un "indebolimento irreversibile dell'udito". L'ipoacusia da rumore è anche nella Lista I del D.M. 10 giugno 2014, cioè tra le malattie a obbligo di denuncia ex art. 139 D.P.R. 1124/1965 con origine lavorativa "di elevata probabilità" (INAIL, Scheda MalProf Ipoacusia da rumore, 2018, p. 2).
Quanto sono frequenti (dati INAIL)
- Ipoacusia, numeri e trend. È "una delle patologie professionali più frequentemente denunciate", ma in calo: 5.354 denunce nel 2011 e 4.753 nel 2016. Sono calati anche i riconoscimenti, da 2.730 a 1.923 casi, con la quota sui casi denunciati passata dal 50,9% al 40,4% (Scheda MalProf, p. 2-3).
- Dove pesano di più le malattie muscolo-scheletriche. INAIL indica le patologie da sovraccarico biomeccanico del rachide e degli arti superiori come in crescita, a fronte della "più bassa incidenza delle patologie classiche (silicosi, asbestosi, ipoacusia)" (INAIL Contarp, Spinta e traino, p. 1). Nelle costruzioni, il settore con più denunce nel 2024 (16.766), il quadro è questo:
- il 77,5% dei casi codificati riguarda il sistema osteomuscolare, "con una prevalenza di discopatie", cuffia dei rotatori e menisco;
- il 10,3% riguarda il sistema nervoso, quasi tutto tunnel carpale;
- il 9,2% riguarda l'orecchio, soprattutto ipoacusia da rumore (INAIL, Dati Inail n. 12/2025, p. 9 e 11).
- Codici ICD-10 negli open data. Corrispondono a quelli di tabella: H83.3 "ipoacusia da rumore, trauma acustico" [4] e M51.2 "Ernia di altro disco intervertebrale specificato" [5].
Approccio: ho consultato gli open data INAIL sulle malattie professionali e, sul web, l'allegato del D.M. 9 aprile 2008 (copia della Gazzetta Ufficiale sul sito INAIL), il decreto sul sito del Ministero del lavoro e le pubblicazioni INAIL Contarp, MalProf e "Dati Inail". Dell'allegato ho letto le voci sugli agenti fisici e sul sovraccarico biomeccanico, non le voci sugli agenti chimici.
Se ti serve, posso controllare altre malattie frequenti, come la patologia della cuffia dei rotatori o la meniscopatia (voci 78 e 79 dell'industria), o vedere in quale lista del D.M. 10 giugno 2014 rientra l'ernia discale.
Fonti:
- D.M. 9 aprile 2008, allegato con le tabelle (copia GU n. 169/2008, INAIL)
- D.M. 9 aprile 2008, testo del decreto (Ministero del lavoro)
- INAIL Contarp, Movimentazione manuale dei carichi: nuove tabelle MP (2019)
- INAIL Contarp, Operazioni di spinta e traino: le tabelle delle malattie professionali (2017)
- INAIL, Sistema MalProf, Scheda 1: Ipoacusia da rumore (2018)
- INAIL, Dati Inail n. 12, dicembre 2025
- INAIL, avviso "Nuove tabelle malattie professionali"