Dose giornaliera di vitamina C
Quanta vitamina C al giorno si può prendere con gli integratori?
In Italia un integratore alimentare può apportare al massimo 1000 mg (1 g) di vitamina C al giorno, calcolati sulla dose giornaliera raccomandata in etichetta. È il limite fissato dalla tabella del Ministero della Salute sugli apporti giornalieri massimi di vitamine e minerali negli integratori (versione di settembre 2021) [1].
Approach: Ho consultato la tabella del Ministero della Salute sui limiti giornalieri di vitamine e minerali negli integratori, la Direttiva 2002/46/CE e il parere EFSA sul livello massimo tollerabile di assunzione della vitamina C.
Il contesto normativo
- A livello UE non c'è un tetto unico già fissato. L'articolo 5 della Direttiva 2002/46/CE prevede che le quantità massime di vitamine e minerali "per porzione giornaliera" siano stabilite dalla Commissione, tenendo conto dei livelli superiori di sicurezza e dell'apporto dalle altre fonti alimentari [2]. Finché la Commissione non li adotta, ogni Stato applica i propri limiti. Per l'Italia vale quindi il valore di 1000 mg/die.
- Il limite riguarda il prodotto, non la persona. Il valore di 1000 mg si riferisce a quanto un singolo integratore può fornire nella dose giornaliera indicata dal produttore. Non è un tetto all'assunzione totale di vitamina C, che comprende anche la dieta.
Il riferimento scientifico (EFSA, parere NDA adottato il 28 aprile 2004)
- Secondo l'EFSA i dati non bastano per fissare un livello massimo tollerabile di assunzione (UL) per la vitamina C [3].
- Dosi da integratori fino a circa 1 g al giorno, in aggiunta alla normale dieta, non risultano associate a disturbi gastrointestinali. Disturbi acuti come diarrea, gonfiore e coliche possono comparire a 3-4 g al giorno [4].
- Ad alte dosi l'assorbimento si satura. Oltre 1 g al giorno l'organismo ne assorbe pochissima in più, mentre aumenta il rischio di disturbi gastrointestinali. Negli studi di coorte un apporto abituale di 1,5 g al giorno non ha aumentato il rischio di calcoli renali [4].
- Gli stessi esperti segnalano che la sicurezza dell'uso prolungato di integratori di vitamina C ad alto dosaggio non è mai stata valutata in modo sistematico [3].
Il limite italiano di 1 g corrisponde quindi alla soglia che l'EFSA considera priva di effetti avversi come integrazione alla dieta. Se ti serve, posso confrontarlo con i limiti di altri Paesi UE, per esempio Francia e Lussemburgo.
E per lo zinco e la vitamina B12?
Per un integratore venduto in Italia, il limite è 15 mg di zinco al giorno nei prodotti per adulti e 7,5 mg in quelli per bambini dai 3 anni e per adolescenti. Per la vitamina B12 la tabella del Ministero della Salute riporta un apporto giornaliero massimo di 1000. L'unità indicata nel record ("mg") non sono riuscito a confermarla sul documento originale, che non si è aperto [5][6].
Approach: Ho consultato la tabella del Ministero della Salute sugli apporti giornalieri massimi di vitamine e minerali negli integratori e i pareri EFSA (e del precedente Comitato scientifico per l'alimentazione, SCF) sui livelli massimi tollerabili. Ho provato ad aprire il documento originale sul sito del Ministero (elenco dei documenti), ma la pagina non si è caricata.
Zinco
- Limiti italiani: 15 mg/die per gli adulti e 7,5 mg/die per bambini dai 3 anni e adolescenti. Per prodotti destinati alla prima infanzia (fino a 3 anni) non si può comunque superare il VNR di 5 mg, ripreso dalla direttiva 2006/141/CE [5].
- Riferimento scientifico: lo SCF ha fissato un UL di 25 mg/die per gli adulti, comprese donne in gravidanza e allattamento. Nei bambini e ragazzi l'UL va da 7 mg/die (1-3 anni) a 22 mg/die (15-17 anni) [7].
- Cosa conta nel tetto: a differenza della vitamina C, qui il tetto vale per l'apporto totale (dieta più integratori) [8].
- Perché il limite è più basso dell'UL: l'EFSA ha osservato che al 97,5° percentile lo zinco assunto con la sola dieta è già vicino all'UL. Aggiungere integratori o alimenti arricchiti può quindi far superare il limite, soprattutto a chi ne consuma molto [8]. Il tetto italiano di 15 mg lascia margine per lo zinco della dieta.
Vitamina B12
- Limite italiano: il record riporta "1000" con unità "mg" [6]. È un'unità poco plausibile rispetto ai dosaggi descritti dall'EFSA (vedi sotto), che parlano di integratori fino a 1000 µg/die. Prima di usare il dato per un'etichetta o una notifica conviene verificare l'unità sul documento ministeriale originale.
- Nessun UL: lo SCF ha concluso che non è possibile fissare un livello massimo, perché non è stato individuato alcun effetto avverso ben definito [9]. Lo stesso dice il parere EFSA del 2015 sui valori di riferimento: nessun effetto avverso associato a un eccesso di B12 da alimenti o integratori nelle persone sane [10].
- Dosi elevate in terapia: nei pazienti con assorbimento compromesso, dosi orali o parenterali di 1-5 mg al giorno per lunghi periodi non hanno mostrato effetti avversi [10].
- Altri riferimenti: il gruppo britannico EVM indica un livello guida di 2 mg/die per gli adulti [11]. Secondo il proponente, integratori di 5'-deossiadenosilcobalamina fino a 1000 µg/die sono in commercio da oltre 15 anni senza effetti tossici segnalati [11].
In pratica lo zinco è quello che richiede più attenzione: il margine tra l'apporto della dieta e l'UL è ridotto. Per la B12 non esiste un problema di sicurezza documentato alle dosi usate negli integratori.
Fonte web consultata: Ministero della Salute, Vitamine e minerali (pagina non caricata).
Cosa succede se si supera la dose massima?
Dipende dalla sostanza. Per la vitamina C l'effetto principale di dosi alte è un disturbo gastrointestinale acuto, a breve termine. Per lo zinco il rischio vero è a lungo termine: un carenza di rame indotta dallo zinco, che nei casi gravi può causare malattie neurologiche. Per la vitamina B12 non è stato individuato alcun effetto avverso da eccesso. Superare per un giorno il limite di un integratore non è di per sé pericoloso. I limiti (1000 mg di vitamina C, 15 mg di zinco) stanno sotto o vicino alle soglie in cui la letteratura scientifica ha osservato effetti.
Approach: Ho consultato i pareri dell'EFSA (e del precedente Comitato scientifico per l'alimentazione, SCF) sugli apporti massimi e sui valori di riferimento per vitamina C, zinco e rame. Non ho trovato nella documentazione del Ministero della Salute che posso consultare regole su cosa succede a un integratore che supera i limiti (notifica, etichetta, sanzioni).
Vitamina C
- Disturbi gastrointestinali. Sono l'effetto avverso meglio definito: gonfiore, flatulenza, diarrea e coliche transitorie. Fino a circa 1 g/die in aggiunta alla dieta non compaiono, mentre possono comparire a 3-4 g/die [3]. Prendere la vitamina dopo i pasti li riduce [12].
- Nessun vantaggio oltre 1 g. L'assorbimento si satura: sopra 1 g/die i livelli nei tessuti aumentano pochissimo, ma il rischio di disturbi gastrointestinali cresce [4].
- Calcoli renali: un dubbio, non un rischio provato. In alcuni studi dosi di 1-2 g aumentavano l'ossalato nelle urine, ma in volontari sani questo non si è confermato [4]. In due grandi coorti, una di 45.251 uomini e una di 85.557 donne, chi assumeva 1,5 g/die o più non aveva un rischio maggiore di calcoli [13]. È stato però descritto un singolo volontario che, con 8 g/die per 8 giorni, ha avuto sangue e cristalli nelle urine [13].
Zinco
- Il meccanismo: blocca il rame. Lo zinco ad alte dosi riduce l'assorbimento intestinale del rame [14]. Un'assunzione cronica elevata può portare a gravi malattie neurologiche dovute alla carenza di rame [15].
- A che dosi. 50 mg/die per fino a 6 settimane hanno ridotto in modo significativo un enzima che dipende dal rame (la SOD eritrocitaria), segno di un calo del rame nell'organismo [14]. Anche 53 mg/die possono ridurre l'assorbimento del rame [16]. L'UL di 25 mg/die deriva da un NOAEL di 50 mg/die, cioè la dose a cui gli indicatori del rame non risultavano alterati [16].
- Il rischio pratico è sommare più fonti. La dieta da sola porta già alcuni consumatori vicino all'UL. Integratori e alimenti arricchiti possono farlo superare [8]. L'EFSA ha segnalato che il prodotto più dosato sul mercato britannico conteneva 50 mg, il doppio dell'UL [8]. Per esempio, due integratori presi insieme, ciascuno al limite italiano di 15 mg, superano già i 25 mg/die.
Vitamina B12
- Non è stato fissato alcun UL perché non è stato individuato un effetto avverso ben definito [9]. Dosi di 1-5 mg/die per lunghi periodi, usate in terapia, non hanno mostrato effetti avversi [10].
Se ti interessa il lato normativo, cioè cosa succede in Italia a un integratore formulato sopra i limiti (notifica, etichettatura, controlli), posso cercarlo sulle fonti ufficiali del Ministero della Salute.