Q.01

Qual è la definizione di malattia professionale nell'ordinamento italiano (DPR 1124/1965, INAIL)? Differenza rispetto all'infortunio sul lavoro, malattie tabellate e non tabellate, sistema misto, esempi e dati INAIL sulle denunce.

Nell'ordinamento italiano la malattia professionale è la patologia che il lavoratore contrae a causa dell'attività lavorativa, cioè per l'esposizione nel tempo a lavorazioni o agenti nocivi. È coperta dall'assicurazione obbligatoria INAIL ai sensi dell'art. 3 del DPR 1124/1965 secondo un "sistema misto". Le malattie elencate nelle tabelle di legge godono della presunzione legale di origine professionale. Per tutte le altre l'origine lavorativa va provata. Le denunce sono in forte crescita: 55.198 nel 2021 e 98.312 nel 2025 [1][2].

Approccio: ho consultato la Banca dati statistica e gli open data INAIL sulle malattie professionali e il D.Lgs. 81/2008 (Normattiva). Il testo del DPR 1124/1965, la sentenza costituzionale e le circolari INAIL non sono nelle banche dati che posso interrogare: per queste parti mi baso sugli estratti di ricerca di fonti ufficiali (INAIL, Ministero del Lavoro), non sui documenti integrali.

1. Quadro normativo

  • Il DPR 30 giugno 1965, n. 1124 è il "testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali". Il D.Lgs. 81/2008 vi rinvia espressamente, ad esempio per la denuncia di infortunio dell'art. 53 [3][4].
  • Il D.Lgs. 81/2008 riconosce ai "tecnopatici" (i lavoratori colpiti da malattia professionale), come agli infortunati, il diritto a tutte le cure previste dal DPR 1124/1965 [5].
  • L'INAIL è il gestore dell'assicurazione obbligatoria e mette a disposizione di ASL e Ispettorato i dati sulle malattie professionali denunciate (SINP) [6][7].
  • Il datore di lavoro deve fornire al servizio di prevenzione e protezione e al medico competente anche i dati sulle malattie professionali. Il loro andamento è discusso nella riunione periodica [8][9].

2. Malattia professionale e infortunio sul lavoro (dagli estratti di ricerca INAIL)

Infortunio sul lavoro (art. 2 DPR 1124/1965)Malattia professionale (art. 3 DPR 1124/1965)
Causa"Causa violenta": evento esterno con azione rapida e concentrata nel tempoEsposizione prolungata a lavorazioni o agenti patogeni
Collegamento con il lavoro"In occasione di lavoro", comprese le attività preparatorie e strumentaliCausa di lavoro presunta (malattie tabellate) o da provare (non tabellate)
Conseguenze tutelateMorte, inabilità permanente, inabilità temporanea assoluta oltre 3 giorniDanno dovuto alla patologia professionale
AccertamentoSi basa su dati di fatto osservabiliRichiede di stabilire il nesso causale, spesso con valutazione medico-legale

3. Malattie tabellate, non tabellate e sistema misto

  • Malattie tabellate. Sono le patologie indicate nelle tabelle per l'industria e per l'agricoltura (artt. 3 e 211 del DPR 1124/1965). Ciascuna è associata a una lavorazione o a un agente. Il lavoratore deve provare di essere stato adibito alla lavorazione indicata e di avere la malattia prevista. A quel punto il nesso causale è presunto per legge. La presunzione si supera solo con una prova contraria rigorosa, riferita al caso concreto.
  • Malattie non tabellate. Il lavoratore deve provare anche il nesso causale tra l'agente e la malattia, perché non c'è presunzione legale.
  • Sistema misto. È stato introdotto dalla sentenza della Corte costituzionale n. 179/1988. La Corte ha dichiarato illegittima la tutela limitata alle sole malattie tabellate. Da allora il sistema tabellare resta in vigore, ma convive con la possibilità di far riconoscere malattie non tabellate di cui è provata l'origine professionale.
  • Aggiornamento delle tabelle. Una Commissione scientifica rivede periodicamente le tabelle degli artt. 3 e 211 e l'elenco dell'art. 139 (art. 10 D.Lgs. 38/2000). Le tabelle sono state riviste da ultimo con il decreto interministeriale del 10 ottobre 2023, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 18 novembre 2023. La circolare INAIL n. 7 del 15 febbraio 2024 ne illustra le novità e il regime transitorio.

4. Esempi

Il contenuto delle tabelle non è nelle banche dati che posso interrogare. Gli esempi seguenti vengono quindi dal sistema di codifica ICD-10 che l'INAIL usa per le denunce, e non indicano se la singola voce è tabellata:

  • Apparato muscolo-scheletrico: epicondilite laterale e mediale [10][11], sindrome della cuffia dei rotatori [12], tenosinovite [13], malattia di Dupuytren [14].
  • Effetti tossici: piombo [15], mercurio [16], monossido di carbonio [17], nefropatia da metalli pesanti [18], fluorosi scheletrica [19].
  • Agenti fisici: malattia dei cassoni (da decompressione) [20], effetti extrauditivi del rumore [21].
  • Un caso negli open data: in Veneto un'epicondilite laterale (M77.1), protocollata il 31/12/2024 nella gestione Industria e servizi, è stata definita positivamente il 21/03/2025 [22][23]. Gli open data distinguono gli esiti positivo, negativo, franchigia e in istruttoria [24], e le gestioni Industria e servizi, Agricoltura e Per conto dello Stato [25].

5. Dati INAIL (Banca dati statistica, riepilogo pubblicato)

AnnoDenunciateDefinite positiveIndennizzatePositive/denunciate
202155.198 [1]28.826 [26]23.178 [27]52,2%
202260.623 [28]31.163 [29]24.788 [30]51,4%
202372.575 [31]35.299 [32]27.738 [33]48,6%
202488.338 [34]39.317 [35]30.434 [36]44,5%
202598.312 [2]36.019 [37]26.842 [38]36,6%
  • Le denunce sono cresciute del 78% tra il 2021 e il 2025: +21,7% nel 2024 sul 2023 e +11,3% nel 2025 sul 2024.
  • La quota di casi riconosciuti scende dal 52% al 37%.
  • Il calo apparente di positive e indennizzate nel 2025 riguarda l'anno più recente del riepilogo. Probabilmente riflette casi ancora in istruttoria alla data della rilevazione, e il dato va letto con cautela.

Fonti web (estratti di ricerca, fonti ufficiali):

Q.02